lunedì 23 gennaio 2012

Lo Stato II


Questo vuol dire che la nostra statualità si caratterizza come una comunità territoriale all'interno della quale vige un sistema di potere definibile come “governo della legge”, ossia un'articolazione del potere limitata dal diritto. Tale limite è appunto la Costituzione, definibile come il “luogo di coniugazione di diritto e politica.”1 Nel concreto questo si traduce in una funzione legislativa, esecutiva e giudiziaria che deve muoversi necessariamente all'interno dei diritti e dei confini garantiti dalla carta costituzionale, elemento completamente impersonale e punto unico e ultimo di giudizio sull'esercizio del potere.
A tal proposito è opportuno ricordare alcune caratteristiche della nostra Costituzione: in primo luogo il fatto che sin dall'art. 1 essa dichiara che “la sovranità appartiene al popolo”; in secondo luogo che attraverso essa sono garantiti tutti i diritti fondamentali dell'uomo “sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (art. 2) e che è compito della Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
 In sintesi la nostra Costituzione è “l'unico potere veramente sovrano nello Stato”, “garanzia giuridica di libertà come conseguenza del riconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo e non come corollario dell'idea di tolleranza.”1 Quest'ultima affermazione va sottolineata in tutta la sua importanza: al fine del realizzarsi della Costituzione - intesa nella sua duplice veste di fotografia dello Stato impersonale nel suo esistere attuale e di programma di sviluppo nel suo divenire - le istituzioni devono essere riguardate come organi, ossia luoghi di esercizio del potere e non come fonte, origine del potere stesso.
Essa infatti è lo strumento con cui l'Assemblea Costituente intese risolvere il problema di come mettere al riparo la società civile dalla possibilità di abuso di autorità, tanto a tutela del popolo quanto della Carta che riconosce e consacra i diritti fondamentali del primo, senza per questo esserne origine.
Questo grazie al fatto che il nostro, e non solo il nostro, Stato di diritto è il risultato di un lungo processo storico, che vede l'idea di Stato evolversi continuamente all'interno di confini di maggiore o minore libertà, di concezioni storico-politiche che progressivamente ne arricchiscono il significato, cercano di metterla ai margini del progresso socio-politico e che la rendono un'idea portante per la comprensione degli ultimi secoli.
..e questo lo spiegheremo la prossima volte....a presto!

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