Occhi diversi è uno spazio creato con un semplice obiettivo: mantenere vivo in tutti noi un sano spirito critico, in grado di difenderci dal bombardamento mediatico cui quotidianamente siamo sottoposti per incanalare le nostre idee! E' uno spazio in cui si parlerà di tutto, a 360 gradi sulla cultura in tutte le sue forme, uno spazio per la curiosità, l'attualità, lo sport, la musica emolti altri interessi, perchè la conoscenza è un infinito da esplorare in ogni direzione!
lunedì 16 gennaio 2012
Liberalizzare Si O NO?
Liberalizzare è certamente il verbo più in voga in questi giorni su
tutti canali di comunicazione, televisivi e della carta stampata.
L'imperativo categorico ci viene proposto di continuo, "se l'Italia
vuole uscire dalla crisi è necessario liberalizzare"!
Liberalizzare i trasporti pubblici, i benzinai, gli avvocati, i notai,
le farmacie e così via?
Ma perchè questa operazione dovrebbe tirar fuori il paese dalla crisi?
Liberalizzare un'attività significa inserirla in un sistema di mercato
scevro da qualunque tipo di protezione, renderla aperta a chiunque
voglia intraprenderla, fare si che la sua sopravvivenza, espansione e
i suoi prezzi dipendano esclusivamewnte dalla legge della domanda e
dell'offerta. Un'economia liberalizzata è un economia in cui l'unica
legge del mercato è quello della libera competizione tra le parti,
senza che lo Stato o terzi possano interferire e senza la possibilità,
per nessuno, di detenere un qualsiasi monopolio.
In linea di principio questo dovrebbe favorire sia i consumatori che i
produttori, in quanto il mercato, se lasciato a se stesso, sarebbe in
grado di stabilizzarsi intorno ai prezzi più convenienti per tutte le
parti (produttori, lavoratori salariati e consumatori), secondo la
legge della famosa "mano invisibile descritta da Adam Smith ormai più
di due secoli fa ne La Ricchezza delle Nazioni. Un credo che è stato
fatto proprio da alcune scuole economiche occidentali negli ultimi 40
anni, in particolare quella di Chicago (con alla guida Milton
Friedman), definite appunto neoliberali.
Ma le liberalizzazioni che ci vengono proposte sono davvero on grado
di portare i benefici prospettati?
Per rispondere a questa domanda è necessario, innanzitutto, chiedersi
quale sia la natura dell'attività che verrà "liberalizzata". Questo
attraverso due domande: in primo luogo, l'apertura di questa attività
darà davvero accesso chiunque per poterla svolgere? In secondo luogo,
siamo di fronte ad un esercizio che dovrebbe essere un diritto
garantito dallo Stato o ad una semplice attività economica?
Utilizzare questi due quesiti è fondamentale perchè liberalizzare
attività economiche che resterebbero comunque appannaggio solo di
alcuni gruppi in grado di affrontare l'investimento economico
iniziale per intraprenderle vuol dire semplicemente dare la
possibilità ai più ricchi e potenti di impadronirsi letteralmente di
un settore di mercato, potendone poi gestire a proprio piacere
variazioni di prezzo e condizioni di servizio, con un risultato,
quindi, molto distante dal principio economico della mano invisibile
sopra esposto.
Oltretutto, ricordiamoci, che viviamo in uno Stato di diritto ,
costituzionale, che ha il dovere di garantire alcuni servizi e diritti
ai cittadini. Gli Italiani pagano sempre più tasse, possibile che
queste non siano utilizzate per garantire questi ultimi?
Ancora, non si rischia in questo modo di trasferire attività che
potrebbero arricchire il paese, e quindi tutti noi, nelle mani di
privati he ne trarrebbero solo vantaggio personale?
Invitandovi a riflettere su queste domande, e a proporre idee, vi
suggeriamo di rispondere al sondaggio qui di fianco...Siete a favore o
contro le liberalizzazioni.
Nel prossimo post approfondiremo ulteriormente l'argomento,
smascherandone nuovi particolari
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento