martedì 7 febbraio 2012

Crisi IV


Pertanto, la domanda corretta da porsi potrebbe non essere quella che comunemente viene formulata: “lo Stato deve intervenire?”, quanto piuttosto: “che genere di intervento è politicamente necessario?”,.

A tal proposito infatti Zizek precisa: “il dibattito sul piano di salvataggio è precisamente vera politica, nella misura in cui ha a che vedere con decisioni riguardanti le caratteristiche fondamentali della nostra vita sociale ed economica, e nel processo mobilita persino i fantasmi della lotta di classe. […]”
Conclude l'Autore: “Invece di uno sfogo impotente, dovremmo controllare la nostra furia e trasformarla in una fredda determinazione a pensare, a riflettere in modo radicale e chiedere che genere di società è quella che rende possibile un ricatto di questo tipo.

Zizek scrive tutto questo nel 2009, cioè a ridosso di quella che ormai possiamo definire la penultima delle crisi cicliche del capitalismo finanziario, crisi asseritamente risolta, negli Stati Uniti e non solo, al prezzo di un enorme intervento statale a sostegno delle banche, a sua volta finanziato tramite tagli alla spesa pubblica destinata al welfare, abbassamenti dei salari e maggiori imposizioni fiscali.
In altre parole un intervento di salvataggio a favore dei c.d. poteri forti (Wall Street) incentrato sulla classica richiesta di 'sacrifici' alle classi lavoratrici (Main Street).
La teoria politica del filosofo di Lubiana è quindi fondata, ed anzi è ulteriormente rafforzata dalla corrispondenza di tale filone di pensiero alle risultanze di studi svolti da altri filosofi per svariati decenni.
Se Zizek giunge alle sue conclusioni attraverso un ragionamento logico basato sulla contemporaneità, Noam Chomsky arricchisce quest'analisi con dati concreti ormai da circa quarant'anni.
Nella sua opera, il linguista docente del MIT descrive infatti un percorso economico cominciato, a suo avviso, nel 1970, destinato ad impoverire progressivamente le classi lavoratrici, a togliere loro potere d'acquisto e diritti in favore di una ristretta élite costituita dagli uomini più ricchi del mondo occidentale, in particolare statunitensi.
Questa élite, che Chomsky definisce il “senato virtuale” del mondo, si garantirebbe la possibilità di governare il pianeta nascondendosi dietro il paravento dei governi politici ufficiali, proprio attraverso il modello economico descritto da Zizek delle c.d. crisi necessarie.
Una delle prove ricorrenti che Chomsky porta a sostegno di questa tesi è il documento fondativo della Trilateral Commission, intitolato La Crisi della Democrazia, redatto da Samuel P. Huntington con prefazione di Z. Brzezinski, pubblicato nel 1973.

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